Progettata da Piuarch, Stefano Sbarbati e Incet Ingénierie a seguito di un concorso vinto nel 2013, la sede di IDF Habitat a Champigny-sur-Marne nasce dalla volontà di realizzare un complesso efficiente dal punto di vista funzionale e soprattutto capace di proporsi come un tassello indispensabile all’interno del processo di trasformazione dell’area. Caratterizzata da una pianta a L e da un profilo di altezza variabile, la volumetria si sviluppa in una forma articolata e stabilisce margini netti, permettendo di disegnare la piazza antistante e di definirla come spazio collettivo. Ogni lato, inoltre, reagisce alle preesistenze attraverso un rapporto di pieni e vuoti: in corrispondenza dell’ingresso e quindi della piazza, la facciata è una quinta permeabile, completamente vetrata e schermata da un sistema di loggiati con diverse altezze, interrotto mediante una serie di discontinuità della trama che rendono la composizione maggiormente dinamica. Sul lato opposto all’ingresso, di fronte al passaggio della ferrovia e lungo la strada, il fronte si fa invece più compatto, con un ritmo serrato di aperture verticali: si tratta, infatti, delle facciate sud, est e ovest, dove è necessario filtrare l’irraggiamento solare e creare una barriera acustica. L’involucro è realizzato in calcestruzzo e integra il sistema costruttivo: ne risulta una pianta libera, disponibile ad essere organizzata in base alle necessità e modificabile nel tempo.

Immagini: © Sergio Grazia - Martin Argyroglo

 

SLIDE SHOW

  • Concorso, primo premio
  • Champigny-sur-Marne, Francia
  • 2017
  • Superficie costruita: 2.700 mq
  • Cliente: IDF Habitat
    • Uffici

Suggestioni

Champighy sur Marne

John McCracken,
2008, Chakra

Champighy sur Marne

Dan Flavin 1972
Untitled
“to Barry Mike Chuck and Leonard”

 

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A nord il prospetto si compone a partire da una sequenza di pilastri quadrati con un passo di 67,5 cm, che generano una loggia sovrapposta a una superficie interamente vetrata.

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A est, ovest e sud, l’involucro, che svolge anche funzione strutturale, è più compatto ma mai completamente uniforme. Ampie porzioni chiuse sono alternate a un ritmo di strette aperture verticali mentre, in alcuni punti, il loggiato della facciata principale rigira e rende la composizione maggiormente complessa.

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La quota 0 è occupata da un parcheggio interno privato a causa della particolare proprietà del lotto di intervento, considerato a rischio di esondazione.

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Caratterizzata da una pianta a L e da un profilo di altezza variabile, il progetto reagisce, sui differenti lati, con un diverso rapporto di pieni e vuoti.

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